“Eccomi, manca poco”
Pensò quando la vide, e le si avvicinò, camminando con lentezza e lasciando trasparire un evidentissimo nervosismo. Arrivò dritto davanti a lei, e si fermò di scatto. Aveva pensato spesso a questo momento, immaginando parole, gesti, emozioni che avrebbero contraddistinto la situazione. E alla fine si era sempre convinto che l’unico modo per sapere con certezza come sarebbe andata, era trovarsi realmente in quella situazione. Ed ora eccolo qui. Sudato e anche un po’ sporco, dopo tutta la corsa fatta per arrivare a questo momento.
“Ok, ci siamo solo io e te”
Cercò di isolarsi dal resto del mondo, dal resto della massa che attorno a loro urlava e sembrava anche divertirsi. La prese fra le mani, e la baciò con delicatezza. Lei, perfetta in tutto –come sempre d’altronde– rimase impassibile.
“Non puoi farmi questo” le disse lui. “Non dopo tutto quello che ho fatto per te”.
“Ti ho dato tutta la mia vita in pratica. Non puoi dire che non è vero. E’ da quando ero un ragazzino che vivo per te, lo sai.”
Il respiro gli si fece più faticoso, ogni millimetro del suo corpo manifestava inquietudine.
“Quante volte ho dovuto dire di no alle proposte degli amici per te. E quanti fine settimana che ho tolto alla mia famiglia, sempre per te. E pensare che i miei me lo dicevano sempre, attento a quella che in quel mondo lì non sai mai cosa ti può succedere!”
La gente attorno a loro continuava a fare un baccano incredibile.
“E io invece no, ti ho sempre difesa, anche quando per colpa tua ho passato 8 maledetti mesi in stampelle, quando tornavo a casa tardissimo e in condizioni disastrose, quando i miei amici mi dicevano che mi stavi allontanando da loro. Ho 33 anni cazzo, non posso continuare così ancora per molto, lo sappiamo benissimo entrambi!”
Sentì un conato di vomito salirgli dallo stomaco, era teso come forse non gli era mai successo, e si sentì un po’ spiazzato da questo, lui che agli occhi di tutti appariva come un uomo tutto d’un pezzo.
“Senti, io penso decisamente di meritarmi qualcosa da te. Si, mi hai già dato qualche piccola gioia ogni tanto, ma siamo sinceri: hai fatto divertire anche tanti altri eh! Fammi felice almeno questa volta; ti giuro che ti porterò via da tutti questi energumeni che sanno solo prenderti a calci e farti del male. Te lo giuro, hai la mia parola.”
Sentì un fischio che gli passò nelle orecchie.
“Senti, deciditi. Adesso è il momento di vedere se sai ridarmi almeno un briciolo di quello che ti ho dato io. Tu fai quello che devi fare, e io ti prometto che ti porterò via con me.”
Si allontanò di qualche passo, dandole le spalle, quindi si voltò nuovamente. Il suo sguardo era fisso su di lei. Poi partì di corsa, le arrivò di fronte e le diede un calcio con tutta la forza che aveva in corpo.
La palla entrò in porta senza che il portiere potesse farci nulla, e quell’ultimo, decisivo rigore diede la vittoria finale alla sua squadra. Prima che fosse sommerso dai suoi compagni per festeggiare, corse verso di lei e la prese sottobraccio. Non la lasciò per un momento tutta le sera.
Ora nel suo salotto, di fianco alla coppa, c’è lei.
Ed ogni tanto, di nascosto a sua moglie, la bacia ancora.
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